Freedom on the brick! Le piramidi di Danilo Calcinari
Il Brick Italy Expo ha ancora degli strascichi positivi per gli espositori.
Tra i vari visitatori che sono passati tra i tavoli delle moc, si sono susseguiti diversi volti noti del mondo dello spettacolo e della divulgazione.
Uno personaggio che ha spiccato, anche per i suoi quasi due metri d’altezza, è stato Roberto Giacobbo, giornalista, scrittore, conduttore e autore televisivo.
Giacobbo è venuto a conoscenza della presenza, tra le numerose opere di una intitolata “Gyza’s Pyramid” realizzata dal costruttore marchigiano Danilo Calcinari, socio di Marchebrick ed ha voluto spendere un po’ di tempo per osservarla in dettaglio e conoscerne l’autore..

I due hanno avuto modo di dialogare sull’opera e su tutto il mondo egizio in generale, andando a cercare e fotografare tutti i dettagli nascosti all’interno del diorama realizzato con circa 80.000 pezzi.

Un fatto simpatico è che è possibile scorgere tra le sabbia della Moc le minifigures proprio del conduttore e dell’egittologo Dr. Zahi Hawass in compagnia del mezzo utilizzato durante le trasmissioni.

Dopo la visita di Giacobbo abbiamo avuto modo di parlare proprio con Danilo Calcinari che raccontava di come proprio la trasmissione Freedom e le numerose puntate dedicate alla storia egizia l’abbiano ispirato per intraprendere questa sfida costruttiva.
“L’idea è nata proprio davanti alla televisione, riflettendo anche sul fatto che non vi siano molte opere dedicate a queste opere mastodontiche.
Ho iniziato dalla Sfinge. Una volta terminata avevo già intuito che il lavoro sarebbe stato lungo, importante e che avrebbe richiesto un grosso numero di pezzi. Fino a quel punto ero solo a 5000.”
La Piramide contiene tanti dettagli e geroglifici che sono stati realizzati a mano da un artigiano di Recanati (MC), su tiles 6×6, cercando di rispettare il più possibile i disegni originali che costellano l’opera.


Calcinari prosegue la descrizione della struttura: ”La Piramide ha delle parti piene mentre altre hanno solo la struttura portante ed è in continua espansione, infatti le idee continuano a fioccare come quella di completare il complesso delle tre Piramidi di Gyza.
Sicuramente sono tanti gli elementi che si possono scorgere e dopo 2 anni di lavoro probabilmente qualcuno lo ritrovo con piacere anche io. Uno che è stato parecchio apprezzato è il tratto sottomarino con il relitto e il sarcofago che hanno stuzzicato la fantasia dei più, visti i tanti misteri che ancora aleggiano sulla storia egizia.”
A coronamento dell’incontro tra Danilo e Roberto Giacobbo, c’è stata la volontà di quest’ultimo di inserire un articolo riguardante “Gyza’s Pyramid” sulla rivista Freedom Magazine del mese di novembre, che proprio qualche giorno fa è arrivata in edicola.



