LEGO e tecnologia: può il brand superare un passato di successi e fallimenti?

LEGO e tecnologia: può il brand superare un passato di successi e fallimenti?

A poche ore dalla presentazione di LEGO al CES 2026, il più grande evento tecnologico al mondo, il rapporto tra LEGO e tecnologia torna al centro del dibattito (ve ne abbiamo parlato in questo articolo).

L’azienda danese promette la “prossima dimensione del gioco”, ma dopo oltre 90 anni di storia basata sul System in Play e numerosi esperimenti digitali non sempre riusciti, la domanda è inevitabile: LEGO è davvero pronta a integrare tecnologia e mattoncini in modo convincente?

LEGO al CES 2026: tecnologia al centro del gioco

La scelta del Consumer Electronics Show come palcoscenico per il nuovo annuncio non lascia spazio a molti dubbi: la tecnologia sarà il cuore dell’innovazione che LEGO presenterà il 5 gennaio 2026 alle 10:00 PST. I teaser parlano chiaro e alimentano le speculazioni:
mattoncini parlanti? minifigure intelligenti? luci integrate? sensori, giroscopi o persino pezzi in grado di “farsi sentire” quando spariscono durante una costruzione?

Le possibilità sono molte, ma l’entusiasmo è accompagnato da una comprensibile cautela da parte dei fan.

Il rapporto tra LEGO e tecnologia: una storia complessa

LEGO ha costruito il proprio successo concentrandosi su un sistema di gioco coerente, creativo e fisico, riuscendo a prosperare anche in un’epoca dominata da social media, videogiochi e intelligenza artificiale.

Proprio per questo, una parte della community preferirebbe vedere LEGO restare “technology-free”, anche alla luce di una storia altalenante di sperimentazioni digitali, spesso più fallimentari che vincenti.

LEGO Mindstorms: il primo grande successo tecnologico

Lanciato nel 1998 in collaborazione con il MIT Media Lab, LEGO Mindstorms è stato uno dei progetti tecnologici più rivoluzionari mai realizzati dall’azienda.

Non si trattava solo di aggiungere elettronica ai mattoncini, ma di insegnare a bambini e ragazzi a costruire e programmare robot, anticipando di anni il boom delle discipline STEM.

Mindstorms ha formato un’intera generazione di ingegneri e programmatori, diventando un pilastro nelle scuole e dando vita a competizioni internazionali come la FIRST LEGO League.

Eppure, nonostante il successo educativo, una progressiva perdita di focus interno ha portato LEGO a chiudere il tema nel 2022, lasciandone l’eredità a LEGO Education SPIKE.

Dalle app all’AR: Life of George, NEXO Knights e Hidden Side

Con l’avvento degli smartphone, LEGO ha iniziato a esplorare l’integrazione tra gioco fisico e app. Life of George (2011) è stato il primo esperimento concreto: costruzioni reali da scansionare con lo smartphone per ottenere punteggi basati su velocità e precisione.

Non fu un successo commerciale, ma rappresentò una svolta per il LEGO Future Lab (oggi Creative Play Lab), che adottò una filosofia chiave: sperimentare, imparare e accettare il fallimento come parte del processo creativo.

NEXO Knights e Hidden Side: ambizione e limiti dell’AR

LEGO NEXO Knights (2016–2018) tentò di creare un nuovo grande franchise, fondendo fantasy, medioevo e tecnologia, supportato da una serie TV e da un’app con elementi scansionabili.

Le idee maturarono ulteriormente con LEGO Hidden Side (2019–2020), che introdusse una vera esperienza in realtà aumentata, permettendo di scansionare i set per scoprire un mondo infestato dai fantasmi.

Tuttavia, problemi di comunicazione, packaging poco chiaro e un’app poco ottimizzata limitarono fortemente il successo del tema.

LEGO Vidiyo: quando la tecnologia ha fallito

Se esiste un progetto che ha rafforzato la diffidenza dei fan verso la tecnologia LEGO, quello è LEGO Vidiyo (2021–2022).
Nato per cavalcare il trend dei video musicali brevi, Vidiyo combinava set discutibili, un’app instabile e un’esperienza digitale poco intuitiva. Il risultato fu un fallimento rapido e rumoroso, che LEGO chiuse senza esitazioni.

LEGO Super Mario: l’integrazione che funziona

Quasi in parallelo, LEGO lanciò LEGO Super Mario (2020–oggi), frutto della collaborazione con Nintendo.
La grande novità era una figure tecnologica interattiva, dotata di schermi LCD, sensori di colore, giroscopio e speaker, capace di interagire con speciali “action bricks”.

Accolto inizialmente con scetticismo, soprattutto dai fan adulti, LEGO Super Mario ha dimostrato nel tempo una longevità sorprendente.

Ancora oggi, a distanza di quasi sei anni, le prime figure funzionano perfettamente, senza necessità di connessione costante e con una qualità costruttiva che pochi dispositivi tecnologici possono vantare.

Il futuro di LEGO tra innovazione e tradizione

Guardando al passato, è evidente che LEGO di oggi non è più la LEGO di Vidiyo o Hidden Side.
L’azienda ha aumentato in modo significativo gli investimenti nel digitale, aprendo nuovi hub di innovazione a Copenaghen e assumendo ingegneri, futuristi e tecnologi.

Dire che “LEGO non è un’azienda tecnologica” è corretto, ma sarebbe ingenuo negare che l’innovazione sia sempre stata nel DNA di Billund: dal legno alla plastica, dallo stampaggio a iniezione alla minifigure, ogni grande passo è nato da un rischio.

Tecnologia LEGO: opportunità o rischio?

Non è un caso che i teaser del CES includano citazioni di bambini tra i 7 e gli 8 anni.
Qualunque cosa LEGO stia per presentare, sarà pensata prima di tutto per i più piccoli, in linea con la missione storica dell’azienda: “ispirare e sviluppare i costruttori di domani”.

Se sarà un altro Vidiyo, ci sarà spazio per critiche e meme.
Ma se invece aprirà davvero una nuova dimensione del gioco, potremmo essere all’inizio di qualcosa di importante.

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