L’opera “The Addams Family” arriva a 10.000 voti. Intervista al collettivo Brick Mind

L’opera “The Addams Family” arriva a 10.000 voti. Intervista al collettivo Brick Mind

Il progetto “The Addams Family” su LEGO Ideas raggiunge i 10.000 voti: un traguardo che porta sotto i riflettori la villa del collettivo italiano Brick Mind. Luigi, Roberto e Claudio raccontano a Brick.it Magazine come hanno costruito a distanza questo omaggio alla Famiglia Addams.

Perché proprio la Famiglia Addams? Ci sono già stati altri tentativi di portare la villa Addams su LEGO Ideas. Cosa vi ha convinto che c’era ancora spazio per la vostra versione, e in che cosa volevate che fosse diversa?

La Famiglia Addams è un universo che continua ad affascinare generazioni diverse. I suoi personaggi, l’atmosfera gotica e soprattutto la villa hanno un’identità così forte da prestarsi in modo naturale a una reinterpretazione con i mattoncini LEGO.

Il fatto che su LEGO Ideas fossero già state presentate altre versioni della dimora non ci ha assolutamente scoraggiato. Piuttosto, ci ha spinti a cercare una strada personale: non una semplice riproduzione della facciata, ma un tributo più ampio, fatto di ambienti, personaggi e riferimenti alle diverse incarnazioni della famiglia.

La volontà era quella di creare una costruzione riconoscibile già al primo sguardo, ma capace di continuare a sorprendere una volta esplorati gli interni. Un modello in cui i dettagli non fossero soltanto decorazioni, ma piccoli frammenti del mondo degli Addams.

Fedeltà o reinterpretazione? La villa unisce richiami a epoche diverse: la serie classica in bianco e nero (vedi Lurch), i film anni ‘90 e il look più recente di Mercoledì. Come avete deciso quali dettagli tenere, e c’è qualcosa che avete sacrificato discutendo del progetto?

Il punto di partenza sono stati soprattutto i film degli anni Novanta, sia per il carattere architettonico della villa sia per la sua atmosfera. A questi si sono affiancati richiami alla serie televisiva classica e alle versioni più recenti, cercando di mantenere un insieme coerente, senza vincolarsi a una sola interpretazione.

Più che ricordare ciò che è stato sacrificato, è significativo pensare alle idee nate durante la costruzione. Una delle ultime aggiunte, per esempio, è stata la camera da letto di Mano: Roberto ha proposto l’idea e Claudio l’ha trasformata in un ambiente vero e proprio.

È una stanza che non compare nelle interpretazioni cinematografiche della Famiglia Addams. Proprio per questo racconta bene il senso del progetto: rispettare l’immaginario originale, concedendosi però la libertà di inventare qualcosa di nuovo quando sembra appartenere naturalmente a quel mondo.

Fuori dalla casa principale. Il cancello, il mausoleo e la serra allargano la scena oltre la villa. Sono nati insieme alla casa o li avete pensati dopo? Quanto contano per raccontare la storia della famiglia?

La villa resta il fulcro della composizione, ma fermarsi alla casa avrebbe significato lasciare fuori una parte importante dell’identità della Famiglia Addams. Nel corso della progettazione, gli spazi esterni hanno contribuito a rendere la scena sempre più completa.

Il cancello segna l’ingresso nella proprietà; il cimitero e il mausoleo ne rafforzano il carattere gotico; la serra richiama immediatamente Morticia e il suo mondo. Sono elementi diversi, ma tutti utili a costruire la stessa atmosfera.

Il loro valore non è soltanto estetico. Ampliano il racconto oltre le pareti della villa e invitano a soffermarsi sui particolari, come se ogni angolo avesse una propria storia. In questo senso, il progetto non è soltanto un edificio da esporre, ma un piccolo scenario da scoprire.

La sfida dei 10.000 sostenitori. Ormai siete degli habitué di LEGO Ideas, quindi ti domando, rispetto ai primi progetti sta diventando più facile raggiungere i 10.000 like oppure è sempre una sfida difficile?

L’esperienza aiuta, ma raggiungere i 10.000 sostenitori su LEGO Ideas resta una sfida tutt’altro che prevedibile. Il precedente progetto dedicato a Jumanji (destinato per ovvi motivi a non superare la review) ha raggiunto il traguardo in circa due mesi, un risultato che ha dato grande soddisfazione, ma che non può essere considerato una garanzia per i progetti successivi.

Ogni proposta incontra un pubblico diverso. Contano il soggetto, il momento della pubblicazione, la presentazione delle immagini e soprattutto la capacità di arrivare anche a chi segue una serie o un film senza essere necessariamente un appassionato LEGO.

Con il tempo si impara a comunicare meglio una creazione e a curarne la promozione. Rimane però la parte più impegnativa: trasformare settimane o mesi di progettazione, modifiche e sperimentazioni in qualcosa che convinca migliaia di persone a fermarsi, guardare e sostenere l’idea. Ed è proprio questo a rendere ogni traguardo così significativo.

Com’è lavorare in un collettivo? Quali idee ha portato ognuno di voi in questo progetto?

Siamo tre AFOL appassionati ( Luigi, Roberto e Claudio) a cui piace giocare e costruire, conoscendo molto bene i rispettivi modi di costruire. La divisione del lavoro non è nata da un elenco rigido di compiti, ma dall’ispirazione, dalle inclinazioni e dalle idee che prendevano forma durante lo sviluppo.

L’intera villa è stata progettata a distanza con BrickLink Stud.io . Il metodo era semplice, ma richiedeva coordinamento: uno dei tre lavorava sul modello digitale, mentre gli altri attendevano la versione aggiornata per vedere cosa fosse cambiato, confrontarsi e riprendere il lavoro quando arrivava il proprio turno. Ogni passaggio diventava così l’occasione per far evolvere il progetto anche attraverso lo sguardo degli altri.

La grande scalinata d’ingresso racconta perfettamente questo processo. Luigi l’aveva inizialmente immaginata in una forma molto più essenziale. Quando è arrivato il turno di Claudio, la soluzione è stata completamente ripensata, fino a diventare una delle parti più imponenti della facciata interna. Per noi tre è uno degli elementi di maggior impatto visivo, capace di attirare subito l’attenzione.

Quanto agli ambienti, Luigi ha curato principalmente la facciata esterna, con accorgimenti e suggerimenti condivisi, la camera di Mercoledì e Pugsley e la sala da pranzo. Roberto si è dedicato alla serra di Morticia e allo studio di Gomez: nella serra spicca la poltrona di Morticia, ottenuta reinterpretando una conchiglia LEGO. Claudio ha realizzato la camera di Fester e l’intera area esterna del cimitero.

La suddivisione, però, non ha mai significato lavorare su tre progetti separati. Ogni parte poteva cambiare grazie al contributo degli altri, proprio come è accaduto con la scalinata. La distanza ha richiesto pazienza e fiducia reciproca, ma ha anche reso particolarmente stimolante scoprire, aggiornamento dopo aggiornamento, come la villa stesse prendendo forma. Il risultato conserva lo stile di ciascuno e, allo stesso tempo, racconta un lavoro autenticamente condiviso.

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